Lungo Po Machiavelli necessita di interventi di manutenzione da molto tempo. Luogo di indiscusso fascino, ora degradato dall’incuria e dal mancato intervento della Città, ma dove sta la “rigenerazione urbana”?
Tra gli impegni assunti dall’amministrazione nelle linee programmatiche relative alle azioni ed ai progetti da realizzare nel corso del mandato 2021 – 2026 al paragrafo denominato “rigenerazione urbana” è scritto che bisogna innescare processi rigenerativi basati sulla cura e sulla manutenzione dello spazio pubblico (aree verdi, strade, marciapiedi, ecc.) e che questa manutenzione deve tornare ad essere ordinaria. Al paragrafo dedicato al turismo viene ricordato l’enorme potenziale inespresso della città che si realizza anche curando il decoro urbano ed effettuando interventi manutentivi migliorativi.
Tutto molto bello, ma quando cominciamo?
Basta una camminata per Lungo Po Machiavelli per rendersi conto di quanto sia appagante passeggiare sulle sponde del nostro fiume e sappiamo quanto sia degradato questo viale e quanto sia pericoloso la notte; lo stato in cui versa da lungo tempo ci mostra panchine prive di schienale, assi di legno che le compongono spesso marce o forate, quasi tutte coperte da scritte o disegni fatti con le bombolette e in alcuni punti masselli autobloccanti mancanti.
Come se non bastasse, vi è spesso una grande quantità di foglie a terra in attesa di essere raccolte e portata via.
Ho approfittato della mia interpellanza a riguardo, oggi, per ribadire che è tempo di dire basta a questo degrado ed è tempo di rimboccarsi le maniche e pulire.
Ci vogliono più soldi per le manutenzioni, più coordinamento negli interventi, più soldi alle circoscrizioni, più soldi per la bellezza del nostro territorio, per evitare che la teoria delle finestre rotte, e cioè che il degrado porta degrado, abbia conferma proprio qui a Torino.
