SIMONE FISSOLO

Torna l’F-news, torna il Consiglio comunale e torna un dibattito nazionale

Eccoci qua!

Siamo tornati tutti al lavoro, le vacanze sono alle spalle ed è il momento di raccontare qualche novità.

Ricominciamo da Torino, lunedì 9 settembre si è tenuto il Consiglio Comunale, il primo dopo la pausa agostana.
Almeno per me, è andato bene: ho discusso in aula la mozione sull’accessibilità e la sicurezza delle persone con disabilità sensoriali. 

Prima di vedere com’è andata in aula, vorrei fare una piccola premessa.

Da Consigliere mi sono occupato diverse volte di disabilità e uno dei risultati a cui tengo più è la modifica del Regolamento del Disability Manager di Torino; spesso, poi, abbiamo parlato di barriere architettoniche e del piano per eliminarle. Ma vengono ancora sottovalutate le disabilità sensoriali e l’eliminazione di altre barriere, quelle percettive.
Ad esempio, sono ancora pochi i dispositivi a supporto delle persone con disabilità visiva come: segnaletica tattile a rilievo per aiutare le persone non vedenti a navigare in uno spazio, oppure segnali sonori o avvisi che forniscono indicazioni, pensiamo per esempio ai semafori per attraversare la strada.
Infine, la mozione prevede anche il contrasto all’abbandono di tutti quei mezzi pubblici di sharing, come i monopattini per intenderci, che vengono lasciati sui marciapiedi, diventando dei veri e propri ostacoli, se non addirittura pericoli, per le persone con disabilità.

Per questi motivi ho presentato la mozione e devo dire con soddisfazione che è stata accolta dal voto unanime dei Consiglieri, testimoniando come su questi temi non ci siano divisioni di colori politici. Ora è il momento di tenere fede agli impegni presi con la mozione e aumentare i semafori acustici e la segnaletica tattile, oltre ad aumentare i controlli per l’abbandono dei mezzi.

UNA DELIBERA PER IL VERDE

Infine, prima di ampliare lo sguardo oltre la città, voglio parlarvi della mia prima proposta di delibera (la delibera, così come la mozione, è un atto di indirizzo, non di controllo come le interpellanze).

Come sapete, nella campagna elettorale avevo indicato l’ambiente come la prima di cinque priorità e su questo tema sono tornato ad intervenire.

E’ ormai nota a tutti l’importanza del verde urbano: capace di ridurre l’inquinamento e proteggere dal calore.
Il Comune regola sia il verde pubblico sia quello privato e la mia delibera propone, in estrema sintesi, una questione molto semplice: vista l’importanza del verde cittadino, si chiede al privato, nel caso in cui voglia rimuoverlo, di compensare alla perdita contribuendo alla riduzione dell’inquinamento e al pubblico di aumentare le risorse destinate alla piantumazione degli alberi.
In sostanza la mia proposta è di guardare al verde cittadino nel suo insieme, pubblico e privato, e quindi tutelarlo per il benessere di tutti. Credo che sarebbe un piccolo, ulteriore, passo in avanti per affrontare insieme la sfida dei cambiamenti climatici e stimolare la coscienza ambientale di ognuno.

Affinché una delibera approdi in Consiglio comunale deve prima essere discussa nelle circoscrizioni, così da ottobre inzierò gli incontri. Di seguito i primi appuntamenti nelle circoscrizioni:

Circoscrizione 1 01/10 h. 18 in presenza
Circoscrizione 2 14/10 h. 18 in presenza
Circoscrizione 3 17/10 h. 18 in presenza
Circoscrizione 4 03/10 h. 13 online
Circoscrizione 5 02/10 h. 14 online
Circoscrizione 6  02/10 h. 17 in presenza
Circoscrizione 7 09/10 h. 18:30 in presenza
Circoscrizione 8 – da definire

Allargando invece un po’ lo sguardo oltre Torino, un dibattito importante che continua a riempire le prime pagine dei giornali è quello sulla cittadinanza italiana e, in particolare, sullo ius scholae.

COME FUNZIONA OGGI CON LO IUS SANGUINIS

Come saprai, ad oggi in Italia vige lo ius sanguinis: la cittadinanza si tramanda “nel sangue” per cui la acquisiscono i figli di genitori italiani e possono acquisirla coloro i quali hanno origini italiane. La cittadinanza può essere richiesta anche dagli stranieri che risiedono in Italia da almeno dieci anni e sono in possesso di determinati requisiti. La legge prevede inoltre che stranieri nati e residenti legalmente e ininterrottamente in Italia fino ai 18 anni, possono richiederla all’atto dell’ingresso nella maggiore età.

LO IUS SCHOLAE

Lo ius scholae, invece, legherebbe l’acquisizione della cittadinanza italiana proprio ai cicli di studio.
Il “caso” politico nasce con l’apertura di Tajani e dunque di Forza Italia, allontanandosi dalle posizioni apertamente contrarie di Lega e Fratelli d’Italia.
Sul banco adesso ci sono varie posizioni, dentro Forza Italia si starebbe ragionando su 2 proposte: dare la cittadinanza italiana quando una bambina o un bambino hanno terminato due cicli scolastici (quindi a 14 anni d’età) oppure al termine della scuola dell’obbligo, cioè ai 16 anni.
Dal lato delle opposizioni, è tornata in auge la proposta del marzo 2018, che prevede la cittadinanza per i minorenni stranieri nati in Italia o arrivati prima del compimento dei 12 anni, residenti legalmente e senza interruzioni in Italia,  che abbiano frequentato regolarmente almeno 5 anni di studio, in uno o più cicli scolastici.

Io personalmente sono a favore di un allargamento del diritto alla cittadinanza a seguito di un percorso scolastico, come ricorderai la città di Torino ha già adottato questa misura, seppur con valore soltanto simbolico, istituendo la Cittadinanza Civica una volta completato almeno un percorso di studi tra elementari, medie o superiori.
Vedremo come evolverà il dibattito nazionale, ma in un Paese con un calo demografico così evidente e in una società che evolve così velocemente, diventando sempre più multiculturale, io penso che sia un provvedimento moderno, inclusivo e giusto. Solo a Torino, secondo l’Osservatorio sugli stranieri della Prefettura e della Città di Torino sono 21 mila gli alunni senza la cittadinanza italiana che vivono nella nostra città, 66.827 in tutto il Piemonte.

L’Italia su questo è ancora indietro rispetto al resto d’Europa , sarebbe l’ora anche per noi di entrare nella società del futuro.

E tu cosa ne pensi?
Un abbraccio,
Simone


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