UN INVITO E UNA RIFLESSIONE
Ciao!
La prima newsletter del nuovo anno parte subito con un invito.
Sabato 20 gennaio ci troviamo alle ore 10 all’Hotel Holiday Inn in piazza Massaua.
È un evento organizzato dal Gruppo consiliare dei Moderati, di cui sono Capogruppo, per fare un punto sui primi due anni di mandato.
L’anno scorso avevamo proposto un evento di questo tipo per commentare il primo anno. In quel caso, avevamo così sintetizzato: bene il lavoro amministrativo svolto in Comune, ma si deve migliorare la comunicazione e il rapporto con i cittadini. La percezione e il consenso dell’opinione pubblica sono essenziali per una buona riuscita di un piano di governo.
L’obiettivo di quest’anno non vuole essere quello di presentare un mero elenco di quanto fatto. Da Capogruppo sono fiero di quanto svolto e motivato per il lavoro futuro, ma il nostro scopo sarà quello di stimolare l’amministrazione ad esprimere una visione chiara della Città che viviamo e governiamo.
L’anno scorso ci eravamo definiti pungolo, quest’anno vogliamo essere di incoraggiamento.
Ti lascio qui la locandina, mi farebbe molto piacere vederti lì. Oltre a me interverranno anche il Consigliere Regionale Magliano, l’Assessora Salerno, la collega Garione, il Presidente della Circoscrizione 8 Miano e il Leader dei Moderati Portas.

Nel frattempo, ho fatto produrre un pamphlet su questi due anni trascorsi a Palazzo di Città. Troverai una versione approfondita del bilancio di due anni di lavoro in Sala Rossa di cui avevo parlato in questa newsletter.
Ti basta cliccare qui per poter sfogliare la brochure.
Veniamo ora ad un argomento che aveva attirato la mia attenzione e in questa pausa natalizia ho avuto il tempo di approfondire.
A novembre aveva avuto eco nazionale la notizia del mancato pagamento della cedolare secca da parte del colosso digitale Airbnb che ha poi trovato un accordo a dicembre con l’Agenzia delle Entrate.
Al di là del caso in sé, ciò che ritengo degno di nota è il tentativo di varie città italiane di iniziare un dibattito legislativo sugli affitti brevi. Firenze è stata capofila, esprimendo addirittura la possibilità di abolire l’Imu per favorire gli affitti a medio-lungo termine, mentre il caso più noto a livello internazionale è quello di New York e anche il governo italiano ha modificato il regolamento sulla materia.
A questo riguardo io penso che siano due i filoni su cui i governi (ad ogni livello) dovrebbero interrogarsi: da una parte, la regolamentazione del digitale, dei nuovi servizi, che in Italia non siamo sempre stati in grado di accogliere e gestire; dall’altra, e questo riguarda la Città di Torino, le politiche abitative e il tema degli affitti.
Torino è una città dalle notevoli potenzialità e un grande futuro davanti a sé, penso che se lavorassimo nell’ottica di creare una città a misura dei nuovi tempi e modi di lavoro, questo possa portarci a diventare un’eccellenza in innovazione e progresso.
Si parla sempre più spesso della conurbazione Torino-Milano, resa possibile dal trasporto ad alta velocità. Quest’area avrebbe la possibilità di essere una delle prime macro aree smart d’Europa (con la vicina Genova).
In questo quadro, Torino rappresenta la città della qualità della vita. Serve sicuramente un piano che renda collegata e interconnessa la città, ma anche continuare a proporre un’offerta culturale ampia, avvolgente e variegata affinché non sia soltanto un bel dormitorio, ma la città in cui è preferibile vivere.
Ad oggi Torino è una città con affitti in crescita ma ancora lontani dai costi di Milano e Roma. Abbiamo quindi un ritardo positivo soprattutto nell’ottica di attirare più giovani per permettergli di immaginare la propria carriera e la propria vita in città o venire a studiare nelle nostre Università.
Cercare di mantenere appetibile l’offerta di residenza può essere un vantaggio competitivo decisivo per lo sviluppo dei prossimi anni.
Per far sì che questo vantaggio competitivo venga mantenuto dobbiamo anche governare il digitale e il suo impatto sul mercato, accoglierne i benefici e capire come limitare al minimo i rischi.
Le grandi città d’arte e le mete turistiche più gettonate mostrano un’effettiva crisi di offerta abitativa. Torino ancora non è a quel punto, ma se davvero vogliamo credere in questa area smart che da Torino arrivi fino a Milano, allora dobbiamo assicurarci che la nostra città sia sempre più attrattiva e accessibile.
È buona politica gestire il progresso, non esserne investiti.
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