La Mozione “Reintegriamo l’ambiente: proporre una collaborazione tra la Città, Amiat e la Casa circondariale Lorusso e Cutugno” a prima firma del Capogruppo dei Moderati Simone Fissolo viene discussa oggi lunedì 25 settembre dal Consiglio comunale di Torino.
Alla luce delle sperimentazioni di successo tra il Comune di Torino e l’Amiat e dei recenti sviluppi normativi dall’entrata in vigore della Legge Cartabia, i Gruppi consiliari di maggioranza chiedono alla Giunta di avviare “ un accordo di collaborazione con la Casa circondariale Lorusso e Cutugno e Amiat, per un progetto che coinvolga i detenuti in lavori di pubblica utilità nel contesto della racconta rifiuti sul territorio cittadino” (citazione dal testo della Mozione).
Di fatti, la Città nel 2015 ha avviato una prima sperimentazione triennale che è stata valutata positivamente sia dall’azienda sia dal Comune. A seguire, nel 2019, è stata firmata una lettera di intenti con il medesimo obiettivo, iniziativa poi bloccata inevitabilmente dalla pandemia da Covid_19.
Considerando la normativa e in particolare:
– l’articolo 15 della legge 354/1975 “Norme sull’ordinamento penitenziario e sulla esecuzione delle misure privative e limitative della libertà” individua il lavoro come uno degli strumenti del trattamento rieducativo stabilendo che al condannato è assicurata un’occupazione lavorativa.
– l’articolo 68 comma 6 del D.P.R. 230/2000 “Regolamento recante norme sull’Ordinamento penitenziario e sulle misure privative e limitative della libertà” prevede che le Direzioni degli Istituti e dei Centri di Servizio Sociale curino la partecipazione della comunità al reinserimento sociale dei condannati e le possibili forme di essa.
– la Legge Cartabia integra l’articolo 656 comma 5 del Codice di procedura penale che già conteneva la seguente formulazione “ se la pena detentiva, anche se costituente residuo di maggiore pena, non è superiore a tre anni, quattro anni nei casi previsti dall’articolo 47-ter, comma 1, della legge 26 luglio 1975 n. 354, o sei anni nei casi di cui agli articoli 90 e 94 del testo unico approvato con decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, e successive modificazioni, il pubblico ministero, salvo quanto previsto dai commi 7 e 9, ne sospende l’esecuzione. L’ordine di esecuzione e il decreto di sospensione sono notificati al condannato e al difensore nominato per la fase dell’esecuzione o, in difetto, al difensore che lo ha assistito nella fase del giudizio, con l’avviso che entro 30 giorni può essere presentata istanza, corredata dalle indicazioni e dalla documentazione necessarie, volta ad ottenere la concessione di una delle misure alternative alla detenzione…”
“Chiediamo,” – dichiara il Capogruppo Fissolo – “a fronte dell’impegno per una maggiore pulizia urbana, del lavoro del Sindaco Lo Russo nella direzione di contrastare la recidiva, oggi al 70%, con azioni quali per esempio lo sportello Rete Civica, inaugurato ad aprile 2023, e delle opportunità previste dalla norma, che la Giunta si attivi per dare l’avvio ad un nuovo progetto che coinvolga i detenuti con l’obiettivo di sostituire la loro fine pena con lavori di pubblica utilità a favore della pulizia urbana”.