Il caso di un detenuto straniero, senza famiglia, con gravi problematiche di salute di natura psichiatrica ha portato alla luce la situazione drammatica che vive il carcere “Lorusso e Cutugno”. Parliamo di circa 1400 detenuti, una media di più 1700 visite radiologiche nel 2022 e più di 2900 visite psichiatriche.
La cosa sorprendente è che familiari e difensori d’ufficio non possono avere incontri con gli operatori sanitari, la cartella clinica o le informazioni delle visite specialistiche possono essere consegnate al detenuto o al difensore solo dopo pagamento, con parti censurate e dopo autorizzazione del giudice. Inutile parlare della possibilità di avere mediatori o traduttori durante la visita.
Il tema posto dal Capogruppo Simone Fissolo è rilevante e prioritario nell’ottica del ragionamento sul carcere come luogo rieducativo e non solo punitivo, che punti ad abbassare la percentuale di recidiva.
“Sono preoccupato perché per l’Assessora Pentenero con delega ai rapporti con il carcere l’argomento non è urgente, al pari come la situazione delle nostre periferie” – dichiara il Capogruppo Fissolo – “Ringrazio invece l’Associazione Strali, la sua presidente Benedetta Perego e i vicepresidenti Emanuele Ficara e Nicolò Bussolati per l’attività di pressione sulle istituzioni affinché si occupino dei diritti dei più deboli”.