SIMONE FISSOLO

Chiusura definitiva del CPR a Torino: riguarda più temi

La chiusura del CPR torinese a seguito di rilevate inadeguatezze è obiettivo da perseguire soprattutto per il mantenimento della dignità personale che dobbiamo garantire, come Stato e come Comune, a ogni uomo e donna che richieda protezione e accoglienza, laddove ne abbia diritto secondo le convenzioni internazionali.

Tuttavia, la discussione di oggi in Consiglio Comunale sembra non evidenziare abbastanza un tema che potrebbe essere considerato laterale ma che invece è sostanziale: chiedendo di ridestinare le risorse economiche per la ristrutturazione dell’immobile a migliori progetti e azioni per delle politiche migratorie senza esporre un’alternativa, noi stiamo, di fatto, chiedendo di rendere abbandonati e insalubri 3000 metri quadri di spazi urbani che chiunque potrà immaginare che fine potrebbero fare. Ma quando si parla di politiche cittadine, dobbiamo pensare più globalmente, e praticare uno sguardo più complessivo.

Il senso umano di questa mozione è chiaro ed è del tutto condivisibile; il senso pratico globale, invece, manca di complessità.

È poco lungimirante chiedere di eliminare interventi e ridestinare fondi senza aver preparato un piano alternativo che sopperisca al vuoto che questa mozione creerà. Un vuoto che sembra apparentemente legato a problemi minori, come l’abbandono di un immobile, ma che invece potrebbe creare grossi problemi in futuro in termini di sicurezza e vivibilità degli spazi in una città che invece sta preparando e attuando dei consistenti piani di rigenerazione urbana e di integrazione fra tutti i cittadini.

Come Moderati, siamo disposti a inserire il turbo per preparare un piano che da questa mozione ampli le vedute e unisca nella medesima discussione più temi. Perché tutto è legato, tutto è osmotico, e ci auguriamo che delle politiche cittadine si parli sempre con uno sguardo dall’alto che sappia riconoscere la complementarietà di ogni tema che riguarda la persona, qualunque essa sia.