SIMONE FISSOLO

Elezioni amministrative a Torino: un rinvio che pesa

Le elezioni amministrative a Torino si terranno a ottobre, ora abbiamo il rinvio ufficiale.

Il momento in cui i cittadini torinesi sceglieranno il nuovo sindaco è spostato di cinque mesi rispetto a ciò che ci aspettavamo. Questo ci pone di fronte a delle riflessioni importanti.

DUE DATI POSITIVI

Da un lato questo slittamento è positivo per chi intenda candidarsi in Consiglio Comunale o Circoscrizionale per la prima volta e non è esposto come chi frequenta la prassi politica da molti anni. Senza la possibilità di ritrovarsi con le persone ne andrebbe dell’integrità del processo democratico. Con la speranza che si possa ricominciare a percorrere le strade di Torino con più serenità fra qualche mese, dopo una seria campagna di vaccinazione e di riduzione della circolazione del virus. La migliore politica è quella fatta tra le persone, con gli incontri, con la vicinanza fisica che tutti ci auguriamo di poter ritrovare. Le elezioni amministrative a Torino hanno sempre significato una grande partecipazione sulle strade e in tutti i luoghi in cui le comunità si ritrovano.

Un altro aspetto fondamentale di questo slittamento è il maggior tempo a disposizione per costruire un grande e forte progetto che coinvolga tutto l’arco del centrosinistra torinese. Un grande progetto unitario volto a dare una definizione di Torino più solidale, più attenta alle esigenze della sua popolazione, che sappia capire da più parti il malcontento che negli ultimi anni è emerso ancora più forte in questa Città e che sappia dargli una risposta efficace e duratura.

MA UNA DIFFICOLTÀ IN PIÙ

Ma in tutto questo c’è un problema che ormai è evidente a buona parte dei cittadini: Torino non ha più tempo. Torino è rimasta ferma, in stato di torpore per cinque lunghi, affannosi anni. Non abbiamo visto grandi progetti di riforma cittadina che non fossero piste ciclabili o progetti sociali che comunque arrivavano da atti dell’amministrazione precedente. Non abbiamo visto un piano deciso per farla diventare una città europea, una città solida. Ha perso in vivibilità e ha perso in attrattiva (sia turistica che economica) e i risultati sono sotto gli occhi di tutti.
Da questo momento in poi, ogni attimo in cui, concretamente, non si programma la Torino dei prossimi anni, renderà difficile il momento in cui dovremo riavviarla. Torino ha bisogno di essere risvegliata, curata in maniera risoluta. La sfida è importante, severa e non rimandabile. Bisogna cominciare oggi, per riavviarla già dal giorno dopo le prossime elezioni.

A questo link, l’annuncio ufficiale del Ministero dell’Interno.
Ecco il mio programma.