SIMONE FISSOLO

Panettoni sì, panettoni no. E non si tratta di cibo.

Da lunedì 3 maggio sono state diffuse le immagini di alcuni panettoni posti di fronte a una banca in Piazza Statuto per limitare la presenza delle persone senzatetto.
Oggi il dibattito è acceso e purtroppo leggo posizioni legittime ma che non prendono in considerazione tutti gli aspetti che determinano queste situazioni.
Ci sono le persone in stato di povertà da una parte, i commercianti e gli abitanti dall’altra.
Ognuna di queste categorie ha dei diritti, in questo caso differenti: le persone che stazionavano lì hanno bisogno di accedere a percorsi dignitosi di reintegro alla vita normale mentre chi abita o lavora in quella zona ha tutto il diritto di non dover aprire il portone (o la propria attività) dovendo oltrepassare zone in cui vi è sporcizia e degrado generale.
Questo apre un tema di convivenza molto importante: quando vi sono situazioni di tale portata, la degenerazione è dietro l’angolo.
Se solo avessimo un assessore alla sicurezza.
Se solo la delega alla sicurezza non fosse in capo alla sindaca.
Se solo ci fosse una persona deputata ad analizzare i problemi in maniera complessa e a fare rete fra tutte le istanze e tutte le necessità.SICUREZZA INTEGRATA, è questo che chiediamo. Che è un’espressione che utilizziamo ancora troppo poco.

Sicurezza integrata vuol dire che viene prima la tutela di tutti che la tutela di uno.
Che si ragiona in termini più ampi. Che si riconosce che se mandi via delle persone senzatetto senza dare loro un’alternativa, si trasferiranno di qualche via e il problema tornerà.

Che si ammette che un esercente o un abitante può non essere felice di dover pulire cose che non dovrebbe pulire.

Ci sono tante professionalità che possono mettersi in movimento su questo tema, a partire dalla Polizia Municipale che tanto può fare. Ci vogliono impegno, ragionamento complesso e pochi slogan sui giornali. Il lavoro è delicato ma non è impossibile.