SIMONE FISSOLO

Comunicato stampa – City branding: tutto daccapo?

Dopo l’incontro statunitense del Sindaco Lo Russo con la Fondazione Bloomberg, in cui si è parlato anche di city branding, è lecito domandarsi se Torino continuerà a parlare di sé seguendo il tratto descritto da “Torino so much of everything” e “Torino, che spettacolo”, su cui la Città ha già investito risorse pubbliche nella passata amministrazione.

Costruire un’immagine della città e parlare di sé al pubblico: nel 2023 Torino dovrà procedere con la gara per individuare il city branding, per comunicare se stessa all’esterno e accentuare il senso di appartenenza della cittadinanza. Negli ultimi giorni abbiamo appreso di un prolifico incontro tra il Sindaco Lo Russo e la Fondazione Bloomberg, in cui Torino è stata proposta come città su cui sviluppare un progetto strategico che la accompagni nella sua trasformazione. Tutto molto bene, urge però qualche delucidazione.

Il 10 novembre 2021 veniva svelato in piazza Castello il maxi-logo, alto 12 metri e largo 4, costituito da una grande “T” con una doppia “O” a formare il simbolo dell’infinito nei colori della città e, a seguire, la campagna di promozione “Torino So Much of Everything”, alla quale si è aggiunta la campagna ideata in occasione di Eurovision, titolata “Torino, che spettacolo!”, costate alla città almeno 75000 euro di risorse pubbliche assegnate dalla precedente amministrazione e su cui chiedo di valutare attentamente che non siano state utilizzate per un breve periodo per poi essere abbandonate senza valutazioni oggettive.

Per questo oggi ho presentato un’interpellanza al Sindaco e all’Assessore per chiedere formalmente se vi sia intenzione di procedere con un bando per un nuovo logo e se si sia tenuto conto della campagna di promozione: “Torino So Much of Everything” e della possibilità di sfruttare il lavoro già effettuato ampliandone la diffusione, in un’ottica di doverosa razionalizzazione della spesa pubblica.