SIMONE FISSOLO

Ho contratto il coronavirus: il primo giorno d’uscita

Scrivo questo articolo dopo 23 giorni di quarantena dopo aver contratto il coronavirus.

Oggi, alle ore 9:29, l’ASL mi ha avvisato che il confinamento era finito e che avrei potuto riprendere una vita normale (per quel che vuol dire “vita normale” in zona rossa).

In questi giorni sono stato tremendamente combattuto tra una spinta gioiosa nel vedere che i sintomi erano rimasti blandi e non peggioravano e un senso di realizzazione di un certo privilegio che credo mi abbia messo un po’ a disagio. Perché ho vicino le persone che amo e che mi hanno aiutato con la spesa e con qualche chiacchierata dal balcone. Perché la mia famiglia è stata presente nel sostituirsi a me per tutte le incombenze che necessitavano la mia presenza. Banalmente: andare a spedire il mio libro che avevo promesso a un amico lontano. Questo ha fatto sì che la degenza, la cura, la quarantena fossero sopportabilissime. Mi domando come abbia fatto, faccia e farà chi non ha la fortuna di vivere in un contesto come il mio. So bene che esiste una rete di persone che si sono messe a disposizione per aiutare chi ha bisogno in questo momento ma la differenza che ha fatto la mia famiglia è stata sostanziale.

EPPURE MI È ANDATA BENE

Ho passato quasi un mese (su 12) senza avere contatti visivi, senza sentire voci che non fossero filtrate dal telefono, guardando sorrisi e espressioni solo tramite le videochiamate che, a volte, perdevano la connessione (del diritto alla connessione internet parleremo in un altro articolo, è un tema ormai imprescindibile). Ho celato la preoccupazione dei primi giorni per non far preoccupare a mia volta chi mi sapeva positivo e in attesa del manifestarsi degli eventi. Ma mi è andata bene. Per molti non è stato così. E in effetti oggi sono felice di poter nuovamente uscire ma non riesco a non pensare a chi ha contratto il coronavirus ma ha avuto un percorso nettamente differente, con epiloghi più tristi.

RAPPORTI CON IL MEDICO DI FAMIGLIA

A tutto questo, mi sento di unire una riflessione prettamente organizzativa.

Ho avuto i primi sintomi il 14 marzo, una leggera tosse e un po’ di febbre. Il 15 marzo ho chiamato la mia dottoressa di base che però era decisamente piena di persone a cui rispondere al telefono. La maggior parte di quelle persone avevano chiamato per rifiutare il vaccino di AstraZeneca dopo aver letto e ascoltato le notizie dei giornali. Lei era in affanno nel gestire le comunicazioni di tutti i pazienti che ha in cura e questo ricadeva sul servizio a cui io avevo necessità di accedere.

Ma sono riuscito comunque ad avere un tampone il 18 marzo, il secondo il 28 marzo e l’autorizzazione ad uscire dal 4 aprile in poi. Il documento che dichiarava il mio isolamento pena sanzione è datato 22 marzo, ben 8 giorni dopo il primo sintomo e 4 dopo il tampone. Quello che dichiarava la fine dell’isolamento 2 giorni dopo il ventunesimo giorno.

Racconto tutto questo perché credo che ogni medico di famiglia dovrebbe avere dei fondi per dotarsi di una persona addetta alla segreteria, magari fondi da destinare velocemente durante le emergenze. Non credo sia ancora pensabile che per parlare con il proprio medico di base si debba stare al telefono per ore e riuscire ad avere un colloquio dopo svariate telefonate andate a vuoto.

Forse anche ridurre il numero di pazienti per medico potrebbe essere una buona soluzione da mettere in atto nel prossimo periodo.

RAPPORTI CON LA ASL

Inoltre, per quanto riguarda le ASL, non mi è ancora chiaro come mai non vi sia un semplice sistema automatizzato in cui, a tampone positivo, parta un comunicato alla persona che ha contratto il coronavirus, in pochi minuti. Tra il primo tampone positivo e la comunicazione di dover rimanere a casa, nel mio caso, sono passati 4 giorni. So per certo che questo si può migliorare a pochissimo costo e in pochissimo tempo. Ormai è un anno che stiamo vivendo la pandemia: il tempo per l’adattamento è già passato da un po’ e mi aspetto che l’iter informatico e burocratico sia snello.

Ma forse sono un inguaribile romantico.

Per essere sempre informati sulle disposizioni a tema Coronavirus Covid-19, potete seguire questo link ufficiale del Governo.